Chiesa Parrocchiale “S. Giuseppe” Bevazzana

La curazia di Bevazzana, il 17 febbraio 1946, riceve il suo primo parroco stabile, l’Arcivescovo mons. Nogara, dona, a questa terra di bonifica alle porte della nascente Lignano, una guida spirituale, don Natale Mauro; prende così avvio la storia di questa piccola cittadina che, all’epoca, conta poche centinaia di abitanti. La comunità, nei primi tempi, celebra all’interno di una stalla, ma la voglia di avere una costruzione degna per il culto, spinge il parroco a rimboccarsi le maniche e, aiutato dal paese, avvia la costruzione della nuova chiesa. Nuova perché Bevazzana aveva già un suo edificio sacro, piccolo, situato sulle sponde del fiume Tagliamento, l’antica chiesetta di Santa Maria, traslata nel 1965 a Lignano. Un trafiletto sul giornale della comunità, così recita: “Il 6 gennaio 1949 tutti i capi famiglia sono riuniti in assemblea per una decisione importante: si tratta di approvare il progetto ed iniziare i lavori per la costruzione della nuova chiesa.

Poesia di date: 15 febbraio, la popolazione trasporta 150 m³ di blocchi dalla demolizione dei fortini militari; 9 marzo, inizio degli scavi per le fondazioni; 26 aprile, getto conglomerato cementizio”. Infine il 5 giugno 1949, l’Arcivescovo Nogara, ancora una volta in visita (frequentò molto spesso la realtà di Bevazzana dall’invio del nuovo parroco, a questo momento), pose la prima pietra.

Ancora, il giornale, prosegue: “Giorno per giorno la costruzione sale, si staglia nella pianura, prende sagoma e viene coperta. Si procede celermente alle rifiniture del soffitto e degli intonaci alle pareti interne. Per il 2 settembre la nuova costruzione, che odora di calce, dimessa nell’ornato, ma superba nella struttura, è pronta. Assomiglia ad una giovane sposa in veste nuziale, pronta per la celebrazione del rito. L’arcivescovo la benedice solennemente e la consegna immacolata all’Onnipotente, perché sia la Sua dimora; al Redentore, perché sia l’ara della Sua immolazione; ai fedeli, perché sia il luogo della preghiera e scuola della Verità. È sorta per volere di popolo, col generoso obolo di tanti, con sacrificio ed il lavoro di tutti: è sorta soprattutto per la passione e la tenacia di un pretino dalla veste forse smunta e dal cuore d’oro”.

29 Marzo 1952, la curia arcivescovile di Udine così decreta:

“Ecclesiam filiale sub titulo “B. MARIÆ VIRGINIS A MATERNITATE” loci v. “BEVAZZANA”, cum homnibus, incolis, familiis et territorio, ab Ecclesia paroeciali SP. SANCTI PERTEGADA, definitive et perpetuo DIVIDIMUS, SEPARAMUS ET DISMEMBRAMUS atque in PAROECIALEM ERIGIMUS et CONSTITUIMUS”.

Il Battistero

Smembrata dalla Parrocchia di Pertegada, la cappellania di Bevazzana viene eretta a Parrocchia. Nel ’52 viene posto il battistero, inizialmente collocato, come voleva la tradizione, all’ingresso della Chiesa sul lato sinistro, oggi è posto sul lato destro ai piedi del presbiterio. La chiesa di Bevazzana si vota fin da subito a San Giuseppe, ma non dimentica la sua Sposa; come, infatti, molte comunità friulane, anche questa piccola realtà, vuole Maria come protettrice.

Si sceglie la Madonna Addolorata e la statua, opera del professor Nello Galasso di Ronchis, viene collocata su di un altare provvisorio il 16 settembre del 1952 dove rimarrà sino al 20 settembre 1964, giorno dell’inaugurazione del nuovo altare (oggi visibile).

Nel dicembre del 1953 si inaugura la Casa Canonica e nel 1958 l’asilo parrocchiale, affidato alla cura delle suore Pastorelle. Ancora oggi, sul lato sinistro del presbiterio, è possibile contemplare una pala raffigurante Sant’Antonio da Padova che tiene in braccio il bambino con, inginocchiate ai suoi piedi, la Povertà e la Ricchezza. Questo dipinto, presentato in occasione della visita pastorale del Patriarca alla parrocchia dei Gesuati (Chiesa di Santa Maria del Rosario in Venezia) e opera del pittore veneziano, Mario Ferrari-Bravo, fu donata alla chiesa di Bevazzana e benedetta da mons. Cicuttini il 26 Dicembre 1954.

Altare Maggiore

La Chiesa, negli anni, riceve costanti migliorie, il Sabato Santo del 1960, per la prima volta, suonano le tre nuove campane, nel ’61 viene posto e inaugurato il nuovo altar maggiore, opera, ancora una volta, del professor Nello Galasso; vengono posizionati i banchi e si conclude il pavimento musivo, ancora oggi visionabile, rappresentante l’ancora, l’Agnus Dei e il veliero. Il 19 marzo 1964 (solennità di San Giuseppe) viene inaugurato il mosaico in facciata, rappresentate il santo, opera dello stesso Galasso.

Altare dedicato a Sant’Antonio di Padova

In tempi più recenti la chiesa fu dotata di un secondo altare laterale in marmo, su cui è posta, per la pubblica venerazione, la statua di Sant’Antonio di Padova, e riceve in dono una tela, dalla storia travagliata, raffigurante San Giuseppe e il Bambin Gesù. Don Natale Mauro rimase parroco sino alla fine degli anni ’80; a lui si susseguirono diversi sacerdoti, ma nessuno potè risiedere in parrocchia essendo loro affidata la cura di diverse comunità contemporaneamente.